bales Michele Serra
We have a news from yesterday, Michele Serra, renowned polemicist of the Republic, entered the election campaign of Bologna. We have had confirmation when we came across sua rubrica “L’amaca”, il pensierino quotidiano graffiante e sarcastico che dispensa ai suoi lettori. Che peraltro gradiscono. L’altro ieri Serra ha preso di mira la vicenda del check up medico dei candidati alla carica di sindaco che tanto scalpore (a scoppio ritardato) ha suscitato in città. “La contesa (elettorale ndr) – scriveva – è approdata sui giornali nazionali per il colpo basso anzi bassissimo inferto a Giorgio Guazzaloca, felicemente guarito da un tumore: un suo avversario di centrodestra (nemico interno, i peggiori) ha chiesto di sottoporre tutti i candidati a visita medica, per vedere chi è più arzillo e magari chi ce l’ha più lungo”.
Ohibò, reading at this point we were attacked by existential doubts. We were convinced that all the local press had reported the story as it was actually gone. That is, a doctor in the past supporter of Delbono and current president of the union of private ambulatorietà, and receiving the idea had been launched, triggering the uproar. But no: Serra proved as usual to have an edge over him and be the true guardian of the truth. All of a plot in the dark rooms of those reactionaries of pro-Berlusconi, in fact.
Rosi envy and closed the newspaper, we began to reflect on our status as journalists are unable to go beyond the nostre convinzioni politiche, che puntualmente inquinano i nostri articoli. Stavamo per essere vinti da queste frustranti considerazioni che abbiamo voluto riprendere in mano l’intervista concessa dal medico a un quotidiano locale, dove Antonio Monti (questo il suo nome) ammetteva di aver appoggiato il candidato senza simbolo. E tra le mani ci sono di nuovo capitati i ritagli di stampa dove venivano riportate le voci fatte correre dai sostenitori di un altro candidato di sinistra, Gianfranco Pasquino, secondo le quali lo stesso Monti aveva finanziato la campagna elettorale di Delbono. Voci liquidate dal medico come “idiozie”. Oppure, ancora, quegli articoli dove si mettevano nero su bianco prima l’adesione entusiastica di Delbono al check up e dopo qualche ora la retromarcia dell’ex vicepresidente della Regione. “Avevo capito che era un mezzo scherzo”.
Tutto questo per Serra non era accaduto: al contrario, si è trattato di banale e scontata guerra interna al centrodestra. Delbono immacolato, Pasquino intoccato, Monti l’agnello sacrificale. E così il cerchio (della disinformazione) si è chiuso. Proponiamo Michele Serra assessore alla Cultura del Comune. Di Delbono o di Pasquino, non fa differenza. Post-scriptum: alla fine di queste righe pensiamo di aver brillantemente superato le nostre frustrazioni. “E’ la campagna elettorale, bellezza”.
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